La stagione operistica si concluderà con uno dei capolavori più amati del repertorio: Don Giovanni di Mozart. La prima è prevista per il 3 dicembre alle ore 20:00, seguita da altre quattro rappresentazioni: il 5 dicembre alle ore 15:30, il 7 dicembre alle ore 20:00, il 9 dicembre alle ore 20:00 e sabato 11 dicembre alle ore 18:00. Daniele Gatti dirigerà la produzione, tornando per la terza volta sul podio dell’opera. La regia è affidata a Daniele Menghini, vincitore del Premio Abbiati 2025 per la Migliore Produzione con l’allestimento di Der junge Lord di Henze al Maggio. Un particolarmente intrigante “effetto specchio” teatrale per questa produzione nasce dal cast di Don Giovanni e Leporello: Alex Esposito e Luca Micheletti, che tradizionalmente hanno interpretato i due ruoli opposti rispettivamente – Esposito nel ruolo del fedele Leporello e Micheletti in quello del leggendario seduttore Don Giovanni – si scambieranno ora i ruoli per la prima volta, creando un vero e proprio doppio debutto. Donna Anna sarà interpretata da Mariangela Sicilia, Don Ottavio da Dave Monaco, ex allievo dell’Accademia del Maggio che oggi sta vivendo una carriera internazionale sempre più affermata, e Donna Elvira da Michèle Losier.
Nuovo allestimento
Trama
La scena si finge in una città della Spagna.
Atto I
È notte e Leporello, mentre attende il suo padrone Don Giovanni introdottosi mascherato in casa di Donna Anna per sedurla, si lamenta della sua condizione di servitore. Donna Anna, che all'inizio aveva creduto che a farle visita fosse il suo fidanzato Don Ottavio, si accorge dell'inganno e reagisce alla tentata violenza riuscendo ad allontanare il nobiluomo dalla sua stanza; questi esce nel giardino dove il servo lo attende. Il Commendatore, padre di Anna, sopraggiunge allarmato in soccorso della figlia, sfida a duello Don Giovanni che, dapprima riluttante, poi accetta e in pochi istanti uccide il vecchio. Dopo aver ritrovato Leporello che per lo spavento si era nascosto, al nobile e al suo complice non resta che fuggire. Donna Anna ritorna con alcuni servitori e, quando scopre il cadavere del padre, sviene; Don Ottavio la soccorre e le promette di vendicare la morte del Commendatore.
Nel frattempo Don Giovanni, accompagnato da Leporello, è in cerca di nuove conquiste. Scorge da lontano una giovane donna che si aggira da sola e le si avvicina, ma quando scopre che quella dama è Donna Elvira, da lui sedotta e abbandonata pochi giorni prima e che ora lo cerca disperata, si trova in grande imbarazzo. Don Giovanni cerca di giustificarsi e quando Donna Elvira viene distratta da Leporello, si allontana in fretta lasciando il povero servo a tentare di placare la furia della donna. Viste le circostanze, egli non può far altro che rivelarle la vera natura del carattere di Don Giovanni e, nell'"Aria del catalogo", elenca l'infinita serie delle sue conquiste in tutto il mondo: 640 in Italia, 231 in Germania, 100 in Francia, 91 in Turchia e in Spagna 1003. Donna Elvira, sebbene sconvolta e affranta, non si arrende e parte in cerca di Don Giovanni affinché si penta delle sue malefatte.
Intanto un gruppo di contadini festeggia le nozze di Zerlina e Masetto. Don Giovanni e Leporello vanno ad assistere. Determinato a sedurre la fresca sposina, Don Giovanni fa allontanare con una scusa il marito in compagnia di Leporello e con tutti gli altri paesani. Rimasto solo con Zerlina, Don Giovanni la invita a seguirlo e le promette di sposarla. Proprio quando la giovane sta per cedere alle sue lusinghe, viene interrotto da Donna Elvira che, infuriata, la avvisa delle cattive intenzioni del libertino e la porta via con sé. Nel frattempo, arrivano Donna Anna e Don Ottavio intenzionati a chiedere al cavaliere aiuto per rintracciare l'ignoto assassino del Commendatore, senza sapere che è proprio lui il colpevole. Sopraggiunge ancora Donna Elvira dicendo loro di non credere a Don Giovanni, ma questi la accusa di essere pazza. Donna Anna e Don Ottavio rimangono quindi soli; la giovane, sconvolta, ha riconosciuto dalla voce di Don Giovanni l'uccisore del padre e ricorda al fidanzato la sua promessa. Don Ottavio, stupito dalle parole di Donna Anna, la consola prima di allontanarsi.
Don Giovanni, per sedurre Zerlina, ordina a Leporello di organizzare una grande festa in occasione del matrimonio. Zerlina intanto cerca di farsi perdonare da Masetto, ma compare improvvisamente il cavaliere che li invita al ballo insieme agli altri paesani. Donna Anna, Don Ottavio e Donna Elvira decidono di andare travestiti alla festa che Don Giovanni ha organizzato, con l'obiettivo di arrestarlo. Leporello scorge dal balcone le tre figure mascherate e le invita su suggerimento del padrone che le accoglie con un inno alla libertà. Al ballo il cavaliere danza con Zerlina e la conduce in disparte per farla sua con la forza, mentre Leporello intrattiene ancora Masetto; la giovane grida (da fuori scena) e gli invitati accorrono in suo soccorso. Don Giovanni cerca di dare la colpa della tentata violenza all'innocente Leporello, ma, gettate le maschere, Donna Elvira, Donna Anna e Don Ottavio lo accusano a loro volta e cercano di arrestarlo con l'aiuto di Masetto, Zerlina e degli altri paesani. Il cavaliere riesce comunque a fuggire, seguito dal fidato Leporello.
Atto II
Verso sera, di fronte alla casa di Donna Elvira, Don Giovanni e Leporello discutono animatamente. Il servo, dopo le ingiuste accuse, vorrebbe prendere le distanze dal suo padrone, ma quest'ultimo, offrendogli del denaro, lo convince a tornare al suo servizio proponendogli una nuova impresa: scambiarsi gli abiti cosicché egli possa corteggiare impunemente la cameriera, mentre Leporello ha l'incarico di tener impegnata Elvira. Quest'ultima, affacciatasi alla finestra, cade nel tranello e si illude che Don Giovanni (in realtà Leporello travestito) si sia pentito e ravveduto.
Una volta che Donna Elvira e Leporello si sono allontanati, Don Giovanni intona una serenata sotto la finestra della cameriera. Sopraggiunge Masetto in compagnia di contadini armati, in cerca del nobile per ucciderlo. Protetto dal suo travestimento, Don Giovanni riesce a far allontanare tutti tranne Masetto: rimasto solo con il giovane lo priva con l'inganno delle armi, lo riempie di botte per poi allontanarsi. I lamenti del povero contadino fanno accorrere Zerlina in suo soccorso e, dopo aver appreso quanto è accaduto, decide insieme a lui di catturare Don Giovanni e Leporello, poiché Masetto è convinto di essere stato malmenato da quest'ultimo.
Nel frattempo, Leporello travestito non sa più come comportarsi con Donna Elvira e vorrebbe fuggire senza dar nell'occhio. Decide di allontanarsi, ma è bloccato dall'arrivo di Donna Anna, Don Ottavio, Zerlina e Masetto, accompagnati da servi e contadini che, credendolo Don Giovanni, si fanno avanti per giustiziarlo, non prima però che il poveretto riveli la sua vera identità. Le cose comunque non cambiano: Zerlina lo accusa di aver picchiato Masetto, Donna Elvira di averla ingannata e Don Ottavio e Donna Anna di tradimento. Leporello spiega dunque a Masetto e a Zerlina di non sapere nulla, dato che è da un'ora che gira con Donna Elvira, e confessa a Donna Anna e a Don Ottavio di non averli traditi, fuggendo però subito dopo. Don Ottavio è deciso ad assicurare Don Giovanni alla giustizia e parte dopo aver chiesto agli amici di prendersi cura della fidanzata. Mentre Masetto cerca Don Giovanni, Zerlina tenta di uccidere Leporello perché non crede alle sue parole; il servo riesce a fuggire con un altro inganno mentre Zerlina e Donna Elvira lo inseguono, fermate quindi da Masetto che rivela l'innocenza di Leporello poiché ha appena visto Don Giovanni travestito da servo. Mentre i due ripartono alla ricerca del libertino, Donna Elvira, rimasta da sola, dà sfogo a tutta la sua amarezza e rabbia, divisa fra l'amore per Don Giovanni e il desiderio di vendetta.
È notte fonda, verso le due. Don Giovanni si è rifugiato nel cimitero e attende Leporello. Questi arriva e racconta al padrone ciò che gli è capitato, affermando che forse avrebbe fatto meglio ad andarsene, rifiutando la sua offerta di denaro. Don Giovanni reagisce ridendo di gusto, ma è interrotto all'improvviso da una voce minacciosa: Di rider finirai pria dell'aurora. Stupiti, si guardano intorno per vedere di chi sia quella voce tenebrosa e la spavalda reazione di Don Giovanni provoca una nuova risposta da parte dello sconosciuto: Ribaldo, audace, lascia ai morti la pace. È la statua funebre del Commendatore a parlare. Leporello è tremante, nascosto sotto una panchina, ma Don Giovanni, per nulla intimorito, ordina beffardo a un Leporello terrorizzato di invitarla a cena: la statua accetta rispondendo terribilmente "Sì".
Palazzo del Commendatore, notte. Don Ottavio chiede a Donna Anna se si sia decisa a sposarlo. La giovane, pur affermando di amarlo, è ancora troppo addolorata per la perdita del padre e dichiara che potrà unirsi a lui solo quando il colpevole verrà arrestato. Il fidanzato le dà ragione: con i suoi amici vendicherà il Commendatore; nessun di loro è però a conoscenza dell'invito di Don Giovanni.
Nella dimora del libertino tutto è pronto per la cena: la tavola è preparata, i musicisti sono al loro posto. Don Giovanni si siede e si intrattiene ascoltando brani di opere di Martín y Soler, di Giuseppe Sarti e infine, in una spiritosa autocitazione, tratta da Le nozze di Figaro, l'aria Non più andrai farfallone amoroso.[N 6] Giunge all'improvviso Donna Elvira che implora un'ultima volta Don Giovanni affinché si penta, ma questi la deride e la caccia via. La donna esce di scena, ma la si sente gridare terrorizzata. Don Giovanni ordina a Leporello di andare a vedere che cosa sia successo e ancora una volta si ode un grido di terrore; rientra Leporello tremante: alla porta c'è la statua del Commendatore. Don Giovanni va personalmente ad accogliere la statua mentre Leporello si nasconde sotto al tavolo. L'effigie del Commendatore, entrando, incontra un Don Giovanni stupito e un Leporello sgomento che cerca di convincere il padrone a scappare; egli è però deciso a non mostrarsi codardo e ad affrontare apertamente lo spirito del Commendatore. Il "convitato di pietra" vuole ricambiare l'invito e propone a Don Giovanni di recarsi a cena da lui, porgendogli la mano. Impavido Don Giovanni accetta e stringe la mano della statua: d'improvviso un gelo mortale lo assale, ma egli, pur prigioniero di quella morsa letale, all'insistente richiesta di pentimento, rifiuta ripetutamente di ravvedersi. Il Commendatore, furioso, scompare in mezzo a nubi, mentre un terremoto prorompe in scena: sono demoni e diavoli che stanno richiamando il libertino all'inferno; egli cerca di sfuggire al suo destino, ma viene inghiottito dalle fiamme.
Gli altri personaggi giungono con dei gendarmi, decisi ad arrestare Don Giovanni, ma vengono fermati da Leporello il quale riferisce l'orribile scena appena accaduta. Dato che il Cielo ha punito l'incorreggibile libertino, Don Ottavio chiede a Donna Anna se questa volta sia disposta a sposarlo, ma ella richiede un altro anno di pazienza affinché il suo cuore possa trovar pace. Don Ottavio accetta di buon grado; Donna Elvira decide di ritirarsi in convento poiché l'unico uomo che ha amato, Don Giovanni, è morto. Masetto e Zerlina vanno a cena insieme ai loro amici e Leporello va verso l'osteria, alla ricerca di un padrone migliore. Il sipario si chiude infine su tutti i personaggi che si allontanano dopo aver cantato la morale finale:
«Questo è il fin di chi fa mal:
E de' perfidi la morte
Alla vita è sempre ugual.