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Anna Bolena

VenueTeatro del Maggio
Calendardom 07 nov 2027 - dom 14 nov 2027
Sinossi/Dettagli

Il 7 novembre alle ore 17:00 (con ulteriori rappresentazioni il 9 novembre, il 12 novembre alle ore 20:00 e domenica 14 novembre alle ore 15:30), il progetto del Maggio dedicato alle “Regine Tudor” di Donizetti prende il via con Anna Bolena, presentata in un nuovo allestimento in coproduzione con il Teatro Lirico di Cagliari. La rappresentazione sarà diretta da Michele Spotti, mentre Andrea Bernard torna alla regia dopo il suo precedente allestimento di Lucrezia Borgia al Maggio. Il ruolo della sfortunata regina Anna Bolena sarà interpretato dal soprano Jessica Pratt. Alex Esposito interpreterà il ruolo di Enrico, Raffaella Lupinacci sarà Giovanna e René Barbera interpreterà Percy.

Allestimento del Maggio Musicale Fiorentino in coproduzione con il Teatro Lirico di Cagliari

 

Trama

Atto I

Sala nel castello di Windsor negli appartamenti della regina. Il luogo è illuminato

L'opera si apre in uno degli appartamenti di Anna Bolena. I nobili passeggiano e discorrono (Né venne il re?): sono inquieti e ansiosi. Infatti sanno che il "volubile cuore" di Enrico, così come di Anna, si è innamorato di un'altra donna, di cui si ignora l'identità. Entra Giovanna di Seymour, ancella di Anna, ed è proprio lei la nuova favorita del re. Giovanna teme che la regina sospetti qualcosa (Ella di me sollecita), combattuta tra l'amore per il re e il rimorso per ciò che sta facendo ad Anna.

Entra Anna, turbata così come tutti i presenti, ma cerca di dissimulare (invano) la sua tristezza. Per svagarsi ordina al paggio Smeton di rallegrare la corte con il suo canto. Smeton, che di Anna è segretamente innamorato, canta una romanza (Deh non voler costringere), in cui dichiara implicitamente il suo amore alla regina, ma Anna, turbata e commossa, lo fa cessare: la canzone le ha fatto tornare alla mente i ricordi del passato. Fingendo che nulla sia accaduto esorta tutti i presenti a ritornare alle proprie stanze, dato che il re non si è ancora presentato; intanto si confida con Giovanna e le consiglia di non cedere al fascino del trono, come invece ha fatto lei (Non v'ha sguardo).

Giovanna, rimasta sola, rimugina sulle parole della regina, divisa tra l'amicizia per lei e l'amore per Enrico, che sopraggiunge proprio in quel momento: ne segue un dialogo serrato in cui il re dapprima promette all'amante il trono (Tutta in voi la luce mia), e poi, di fronte alle sue esitazioni, la accusa di non amarlo. Giovanna cerca di difendersi, ma non riesce a convincere Enrico a desistere dal suo "piano" contro Anna: l'unica maniera per fare sì che l'amata sia sua moglie è ripudiare la moglie precedente, e afferma di avere trovato una maniera di sciogliere il legame matrimoniale con la Bolena. Giovanna, atterrita, non osa sapere o chiedere di più (Ah, qual sia cercar non oso).

Parco nel castello di Windsor. È giorno

Nel parco del castello di Windsor si incontrano dopo tanto tempo Percy e Rochefort, fratello di Anna. Rochefort si rallegra per il ritorno di Percy, mandato in esilio da Enrico subito dopo le nozze di Anna, anche se l'amico si duole per il ritorno in Inghilterra, poiché è vicino all'amata Anna, il cui amore ha perduto (Da quel dì che lei perduta).

Entrano il re e la regina per la caccia. Enrico saluta Percy e gli comunica che il suo esilio è stato revocato su insistenza di Anna: durante un breve dialogo tra i due la passione ritorna ad avvampare ed Enrico (che ha ordinato sadicamente a Percy di baciare la mano della regina, per ringraziarla) ordina al fido Hervey di sorvegliare la regina e Percy. Alla fine il re parte per la caccia e Anna si ritira nelle sue stanze.

Gabinetto nel castello, che mette all'interno delle stanze di Anna

Il paggio Smeton si aggira nell'appartamento della regina. Segretamente innamorato di lei, ne custodisce un'immagine (Ah, parea che per incanto). In quel momento ode dei rumori e così si nasconde all'arrivo di Anna seguita dal fratello. Rochefort convince la sorella a concedere almeno un incontro a Percy, e lei, malvolentieri, acconsente. Percy continua a rimarcare il suo amore mai sopito, ma Anna non può ricambiarlo, essendo regina e temendo per la loro reputazione (duetto: S'ei t'abborre io t'amo ancora). Percy, al diniego di Anna, estrae la spada per uccidersi, quando interviene Smeton per difendere la regina, scambiando il tentato suicidio per un attentato alla vita della regina. Anna sviene e il rumore della lotta richiama i cortigiani e il re. Il re, soddisfatto per il successo del suo piano, accusa pubblicamente Anna di adulterio. Smeton, nel tentativo di difenderla, lascia cadere l'immagine di Anna, che viene considerata come prova evidente del tradimento. Anna, Percy e Smeton vengono arrestati, mentre tutto il coro lamenta le disgrazie che affliggono il regno d'Inghilterra (Ah, segnata è la mia sorte).

 

Atto II

Gabinetto che mette nella stanza dov'è custodita Anna. Guardie alla porta

Le dame compiangono la regina (Oh, dove mai ne andarono) e vengono convocate da Hervey al Consiglio dei Pari. Anna, rimasta sola, prega e riconosce, nella sua rovina, le stesse pene che ha fatto subire un tempo a Caterina d'Aragona, di cui era dama di compagnia e amica: lo stesso rapporto instaurato tra Anna e Giovanna. Proprio Giovanna si presenta alla regina con una supplica: il confessarsi colpevole di tradimento la farebbe divorziare da Enrico, senza la minaccia della condanna a morte. Anna rifiuta l'infamante proposta e maledice Enrico con la sua nuova amante (Sul suo capo aggravi un Dio), ma il pianto di Giovanna le svela la verità: la sua ancella confessa la relazione e chiede il perdono della regina. Anna, dapprima sconvolta, la perdona, commiserando la sua futura sorte da regina (Va', infelice, e teco reca).

Vestibolo che mette nella sala ov'è adunato il consiglio. Gli ingressi sono chiusi e le porte custodite da guardie

Percy e Anna stanno per essere condotti davanti al tribunale (coro: Ebben? Dinnanzi ai giudici). Hervey comunica che il paggio Smeton, credendo di salvare la regina, ha confessato, confermando la tesi dell'adulterio, condannando così Anna e compiacendo i piani del re.

Anna chiede a Enrico di essere subito uccisa e di non dovere subire l'umiliazione del giudizio. Percy, allora, rivendica i diritti di Anna, affermando di essere stato suo marito prima del matrimonio con il re. Allora Anna afferma di essersi pentita di avere scelto l'amore del re invece di quello di Percy. Il sovrano si infuria e affretta al tribunale la coppia (terzetto: Ambo morrete, o perfidi).

Enrico rimugina sulle affermazioni dei due e pensa di includere nella vendetta la bambina avuta da Anna (la piccola Elisabetta I). Riappare Giovanna, che afferma di volere lasciare la corte per espiare altrove i suoi peccati contro di Anna: Enrico, furente, si sente ancora più avvampare dalla rabbia contro l'odiata ex moglie, che è riuscita a spegnere l'amore di Giovanna. Ma la nuova regina afferma di amarlo ancora e per l'amore che li lega lo supplica di non condannare Anna (Per questa fiamma indomita): in quel momento Hervey rientra e annuncia la condanna a morte di Anna, Percy, Smeton e Rochefort appena emessa dai Pari. Il coro e Giovanna implorano Enrico di cedere alla clemenza, ma il sovrano rifiuta (Ah, pensate che rivolti).

Prigioni nella torre di Londra. Il fondo e le porte sono occupate da soldati

Percy e Rochefort sono condannati. Percy rimane indignato per la condanna di Rochefort, ma lui si accusa di avere consigliato la sorella di cedere alle insistenze del re. Entra Hervey, che comunica la grazia impartita loro dal re. I due rifiutano dato che Anna non è stata graziata, anche se Percy supplica Rochefort di salvarsi (Vivi tu te ne scongiuro): ma l'amico non cede e così i due uomini vengono condotti in carcere, forti delle loro convinzioni.

Le damigelle compiangono il destino di Anna, che dopo la sentenza è impazzita (Chi può vederla a ciglio asciutto?). Compare Anna vestita di stracci e che vaneggia, in preda a visioni: vede le nozze con il re e l'amato Percy (Al dolce guidami castel natìo).

Entrano Percy, Rochefort e Smeton, pronti per il supplizio. Il paggio cerca di farsi perdonare dalla regina per ciò che ha fatto. Anna non lo ascolta: è di nuovo in preda alle visioni (Cielo, a miei lunghi spasimi). Suonano le campane e rimbombano i cannoni che festeggiano le nozze. Il suono risveglia Anna, che invece di maledire la coppia regale (Coppia iniqua, l'estrema vendetta) la perdona, e, sfinita, muore. Smeton, Percy e Rochefort vengono condotti al supplizio.

  • Dove si trova il Teatro del Maggio?
    • Il Teatro del Maggio si trova in Piazzale Vittorio Gui 1, 50144 Firenze, Italia, vicino alla storica Stazione Leopolda e non lontano dal centro della città.
  • Con quanto anticipo devo arrivare a teatro?
    • Si consiglia di arrivare almeno 30 minuti prima dell’orario di inizio previsto. Questo permette di avere tempo sufficiente per raggiungere l’ingresso, far controllare il biglietto e trovare il proprio posto.
  • È previsto un dress code?
    • Non è necessario indossare un abito da sera formale. Per il balletto si consiglia un abbigliamento elegante o smart casual. Un abbigliamento comodo ma curato è appropriato per l’ambiente teatrale.
  • Posso entrare in sala se arrivo in ritardo?
    • Dopo l’inizio dello spettacolo, l’ingresso in sala potrebbe non essere consentito. Secondo le regole del teatro, gli spettatori in ritardo possono essere ammessi durante il primo intervallo disponibile.
  • Posso portare una borsa grande o uno zaino?
    • Borse grandi e zaini non devono essere portati in sala. Il teatro mette a disposizione un guardaroba gratuito per gli oggetti ingombranti.
  • Posso portare cibo o bevande in sala?
    • No. Durante lo spettacolo e l’intervallo non è consentito consumare cibo o bevande in sala.
  • Posso scattare foto o registrare lo spettacolo?
    • Le registrazioni audiovisive sono vietate durante gli spettacoli, salvo previa autorizzazione.
  • Il Teatro del Maggio è accessibile alle persone con disabilità?
    • Sì. Il teatro dispone di servizi per l’accessibilità, inclusi posti auto riservati vicino all’ingresso.
Cast

Durata: 3 ore e 40 minuti (intervallo incluso)

 

Artisti

Direttore d’orchestra: Michele Spotti

Maestro del coro: Lorenzo Fratini

Regia: Andrea Bernard

Scene: Alberto Beltrame

Costumi: Elena Beccaro

Luci: Marco Alba

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

Enrico VIII: Alex Esposito

Anna Bolena: Jessica Pratt

Lord Rochefort: Alberto Petricca

Giovanna di Seymour: Raffaella Lupinacci

Lord Riccardo Percy: René Barbera

Smeton: Aleksandra Meteleva

Sir Hervey: Alexandru Tiba*

Artisti del Maria Manetti Shrem Emerging Artists Program 

Location
Teatro del Maggio

Il Teatro del Maggio è in centro, a ridosso della vecchia cinta muraria della città, al fianco della storica Stazione Leopolda. Il giardino che accoglie i visitatori è Piazzale Vittorio Gui, intitolato al fondatore della Stabile Orchestrale Fiorentina e del Maggio Musicale Fiorentino.


In treno
Santa Maria Novella è la principale stazione ferroviaria di Firenze.
Da lì è possibile arrivare in Teatro con un breve tragitto a piedi (circa 10-15 minuti) oppure prendendo la tranvia (una fermata) o un taxi.


In auto
L’Opera di Firenze è appena fuori dalla zona ZTL.
È possibile parcheggiare nei pressi del Parco delle Cascine o a pagamento nel parcheggio Porta al Prato (Via Elio Gabbuggiani, 7) e nel parcheggio di Piazza Vittorio Veneto.


In bus
Linee C1, C2 e D (fermata Leopolda);
Linee 17 e 23A-B (fermata Via delle Carra);
Linea 17B-C, 22, 23N, 23 e 57 (fermata Pierluigi da Palestrina);
Linee 29, 29B, 29BA, 29BC, 29D, 30A, 30B, 30AC, 35 e 35° (fermata Leopolda – Porta al Prato; Capolinea).


In tranvia
Linea T1 (fermata Porta al Prato – Parco della musica).

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