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Adriana Lecouvreur

VenueTeatro del Maggio
Calendardom 10 ott 2027 - mar 19 ott 2027
Sinossi/Dettagli

Il 10 ottobre alle ore 17:00 si alzerà il sipario su Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea, nell’allestimento dell’Opéra Royal de Wallonie di Liegi. Le ulteriori rappresentazioni sono previste per giovedì 14 ottobre alle ore 20:00, domenica 17 ottobre alle ore 15:30 e martedì 19 ottobre alle ore 20:00. Francesco Lanzillotta dirigerà le rappresentazioni, con la regia di Arnaud Bernard. Il ruolo di Adriana sarà interpretato da Chiara Isotton il 10, 14 e 17 ottobre, mentre il 19 ottobre sarà Marta Mari a interpretare il ruolo del titolo. Il cast comprende inoltre Ksenia Dudnikova nel ruolo della Principessa di Bouillon, Piero Pretti in quello di Maurizio di Sassonia e Roberto de Candia nel ruolo di Michonnet. Un dettaglio musicologico particolarmente affascinante di questo allestimento risiede nel fatto che Francesco Lanzillotta riorchestrerà e reintegrerà nella partitura la breve aria del Principe di Bouillon (Nicola Ulivieri), che fu tagliata e successivamente perduta in occasione della prima mondiale dell’opera a Milano nel 1902.

 

Trama

L'opera si svolge a Parigi, nel marzo del 1730.

 

Atto primo

Nel foyer della Comédie-Française.

Sta per iniziare una rappresentazione del Bajazet di Racine, e il direttore di scena Michonnet corre qua e là per accontentare tutti gli attori, che lo bistrattano. L'ansia e le aspettative sono molto alte per un buon motivo: nella stessa tragedia si esibiscono le due più celebri attrici del momento, Adriana Lecouvreur e la Duclos, protetta dal Principe di Bouillon. Il nobile protettore, accompagnato dall'Abate di Chazeuil, viene in visita per chiedere notizie della sua protetta: Michonnet gli riferisce di averla vista nel suo camerino, intenta a scrivere un biglietto. Il Principe sospetta che ella abbia un nuovo amante, pertanto chiede all'abate di farsi consegnare il biglietto ad ogni costo.

Michonnet, intanto, assiste alle prove di Adriana: l'uomo si è innamorato di lei, e prova a dichiararlesi goffamente, ben consapevole di essere ben più vecchio. Adriana fraintende e gli confessa di essersi a sua volta innamorata di un alfiere del conte di Sassonia, che quella sera stessa verrà a vederla a teatro; Michonnet ne esce mortificato. Arriva l'amato di Adriana, Maurizio: dopo aver amoreggiato, l'uomo le confessa di non poterla sposare perché è un semplice soldato. Adriana si offre di parlare al conte di Sassonia allo scopo di ottenere per l'amato una promozione e un sicuro protettore per sè; Maurizio si congeda dandole appuntamento a dopo lo spettacolo, ricevendo come pegno dall'attrice un mazzetto di violette.

L'Abate, intanto, si impossessa del biglietto della Duclos e ne legge il contenuto al Principe: ella ha dato al Conte di Sassonia un appuntamento per un "affare d'alta politica" nel villino che il nobile aveva regalato alla sua protetta. I due fanno recapitare comunque il biglietto, e decidono di organizzare un festino nello stesso villino, allo scopo di cogliere in flagrante i due amanti. In realtà la Duclos ha solo fatto da tramite: è infatti la Principessa di Bouillon, non l'attrice, ad aspettare il Conte al villino.

Lo spettacolo va in scena. Mentre Michonnet ascolta commosso il monologo di Adriana, Maurizio riceve il biglietto: egli è infatti il Conte di Sassonia sotto mentite spoglie. A causa del nuovo appuntamento, l'uomo non potrà più incontrare Adriana, e non trova mezzo migliore per avvisarla che scriverglielo sul copione dello spettacolo. Durante l'intervallo, il Principe invita tutta la compagnia degli attori al villino della Duclos, consegnandone le chiavi alla stessa Adriana: all'apprendere che vi è invitato anche il Conte di Sassonia, l'attrice accetta, sperando di poter parlare al protettore del suo amato.

 

Atto secondo

Il nido della Grange-Batelière, una villetta della Duclos.

La Principessa di Bouillon aspetta trepidante Maurizio, che si presenta in ritardo. Le violette ricevute in dono da Adriana, che il Conte porta al petto, la fanno ingelosire, ma Maurizio, per non uscire dalle sue grazie, finge che siano un omaggio per lei. Rasserenata, la Principessa gli spiega il motivo della convocazione: nemici potenti contrastano l'ascesa del Conte al trono di Polonia, e ne hanno richiesto l'arresto. Maurizio preferirebbe partire, ma la Principessa, gelosa di lui, glielo impedisce: ella sa di avere una rivale, e cerca di strappare a Maurizio il nome della nuova amante. L'arrivo improvviso del Principe e dei suoi invitati interrompe la discussione: la donna, temendo l'ira del marito, si nasconde in uno stanzino.

Maurizio teme che il Principe abbia intuito l'identità della dama nascosta, e si prepara a un duello: il nobile, convinto della presenza della Duclos, gli rivela che in realtà se ne è stancato e gliela cede volentieri. Giunge Adriana, che viene così a sapere che l'amato è l'autentico Conte di Sassonia: l'attrice rimane indispettita, ma Maurizio le spiega di essersi mantenuto in incognito per sfuggire ai suoi nemici, e i due si riappacificano.

Michonnet chiede intanto all'Abate di potersi assentare dal villino per discutere di una nuova recita con la Duclos; il religioso lascia intendere che l'attrice si trovi già nel villino, e che sia la misteriosa donna nascosta dal Conte: questo riaccende la gelosia di Adriana, e Maurizio è dunque costretto a parlarle del precedente colloquio, tacendole l'identità della sua spasimante e sottolineando che lui non la ama. Per amor suo, l'attrice decide di aiutare la donna nascosta a uscire dalla villa.

Rimasta sola nella stanza completamente buia, Adriana bussa alla porta dello stanzino: alla misteriosa donna, titubante e insicura, l'attrice consegna le chiavi ricevute dallo stesso Principe; la Principessa, riconoscente, cerca di scoprire l'identità della sua salvatrice, ma Adriana, divisa tra l'amore per Maurizio e la gelosia, gliela tace. Il suo silenzio fa capire alla Principessa che la sua salvatrice è anche la sua rivale: le due donne rivendicano a turno il proprio amore per il Conte, ma l'arrivo degli invitati costringe la Principessa a scappare; durante la fuga ella perde un braccialetto, che viene raccolto da Adriana.

 

Atto terzo

Il palazzo Bouillon.

Sono passati alcuni giorni, e la Principessa ha organizzato una serata di gala per tentare di scoprire l'identità della sua rivale. Durante i preparativi, il Principe ordina all'Abate di custodire uno scrigno appena ricevuto dal Ministero di Giustizia: esso contiene la "polvere di successione", un veleno così potente che il solo respirarlo provoca la morte. L'Abate inorridisce, mentre la Principessa ascolta interessata.

All'arrivo di Adriana, la Principessa crede di riconoscerne la voce, e con astuzia racconta a mezzo tono che Maurizio è stato ferito gravemente in duello. Nell'udire ciò Adriana sviene, dando alla nobildonna prova di essere l'amante del Conte; l'uomo arriva in realtà poco dopo, sano e salvo: Adriana, vedendo il Conte in colloquio con la Principessa, inizia a sospettare che ella fosse la donna misteriosa.

Mentre viene eseguito un balletto di stile classico (Il giudizio di Paride), gli invitati spettegolano su quanto accaduto giorni prima al villino; Adriana mostra dunque a tutti il braccialetto che vi aveva rinvenuto, il quale viene riconosciuto dal Principe: ormai non ci sono più dubbi su chi fossero le due dame. La Principessa, per scherno, chiede che la rivale reciti qualcosa per l'uditorio; l'attrice risponde alla sfida e declama il "monologo del richiamo" dalla Fedra di Racine. Sulle ultime parole, un insulto terribile alle donne fedifraghe, ella indica la Principessa, che giura vendetta mentre il pubblico applaude.

 

Atto quarto

La casa di Adriana.

Sono trascorsi molti mesi, durante i quali Adriana, delusa dall'amore, ha smesso di recitare. Il buonumore sembra tornarle in seguito a una visita di Michonnet e dei suoi colleghi della Comédie, i quali le raccontano che la Duclos ha definitivamente abbandonato il Principe, e la supplicano di tornare in scena. L'attrice acconsente, ma si turba nel ricevere un cofanetto, apparentemente inviatole da Maurizio; aprendolo, rimane colta da un breve malore: dentro vi trova il mazzo di violette che aveva donato al suo amato. Turbata da quel gesto così scortese, dopo aver baciato e annusato ancora quei fiori, li getta nel fuoco, ormai convinta della fine della sua storia d'amore. Michonnet, tuttavia, afferma di aver parlato con Maurizio, il quale la ama ancora. Il Conte, in effetti, arriva poco dopo.

Adriana, ancora offesa ma lieta di rivedere l'amato, riceve da Maurizio una proposta di matrimonio; la gioia dei due amanti è tuttavia breve: Adriana accusa dapprima un malore, e subito dopo inizia a delirare, convinta di essere sul palcoscenico durante un suo spettacolo. Il Conte, turbato, intuisce con Michonnet l'orrenda verità: i fiori contenuti nel cofanetto erano stati inviati dalla Principessa di Bouillon, avvelenati con la Polvere di Successione. Per tale veleno non c'è rimedio, e i due assistono impotenti alla morte di Adriana.

  • Dove si trova il Teatro del Maggio?
    • Il Teatro del Maggio si trova in Piazzale Vittorio Gui 1, 50144 Firenze, Italia, vicino alla storica Stazione Leopolda e non lontano dal centro della città.
  • Con quanto anticipo devo arrivare a teatro?
    • Si consiglia di arrivare almeno 30 minuti prima dell’orario di inizio previsto. Questo permette di avere tempo sufficiente per raggiungere l’ingresso, far controllare il biglietto e trovare il proprio posto.
  • È previsto un dress code?
    • Non è necessario indossare un abito da sera formale. Per il balletto si consiglia un abbigliamento elegante o smart casual. Un abbigliamento comodo ma curato è appropriato per l’ambiente teatrale.
  • Posso entrare in sala se arrivo in ritardo?
    • Dopo l’inizio dello spettacolo, l’ingresso in sala potrebbe non essere consentito. Secondo le regole del teatro, gli spettatori in ritardo possono essere ammessi durante il primo intervallo disponibile.
  • Posso portare una borsa grande o uno zaino?
    • Borse grandi e zaini non devono essere portati in sala. Il teatro mette a disposizione un guardaroba gratuito per gli oggetti ingombranti.
  • Posso portare cibo o bevande in sala?
    • No. Durante lo spettacolo e l’intervallo non è consentito consumare cibo o bevande in sala.
  • Posso scattare foto o registrare lo spettacolo?
    • Le registrazioni audiovisive sono vietate durante gli spettacoli, salvo previa autorizzazione.
  • Il Teatro del Maggio è accessibile alle persone con disabilità?
    • Sì. Il teatro dispone di servizi per l’accessibilità, inclusi posti auto riservati vicino all’ingresso.
Cast

Durata: Prima parte: 1 ora e 40 minuti | Intervallo: 30 minuti | Seconda parte: 40 minuti
Circa 2 ore e 50 minuti

 

Artisti

Direttore d’orchestra: Francesco Lanzillotta

Maestro del coro: Lorenzo Fratini

Regia: Arnaud Bernard

Scene: Virgile Koering

Costumi: Carla Ricotti

Luci: Patrick Méeüs

Coreografia: Gianni Santucci

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

Maurizio, conte di Sassonia: Piero Pretti

Principe di Bouillon: Nicola Ulivieri

L’Abbé de Chazeuil: Didier Pieri

Michonnet: Roberto de Candia

Quinault: JiaZhou Wang*

Poisson: Yukang Zheng*

Maggiordomo: Alessandro Lanzi°

Adriana Lecouvreur: Chiara Isotton/Marta Mari (19)

Principessa di Bouillon: Ksenia Dudnikova

Mademoiselle Jouvenot: Chiara Salerno*

Mademoiselle Dangeville: Hinano Yorimitsu*

Artisti del Maria Manetti Shrem Emerging Artists Program

Location
Teatro del Maggio

Il Teatro del Maggio è in centro, a ridosso della vecchia cinta muraria della città, al fianco della storica Stazione Leopolda. Il giardino che accoglie i visitatori è Piazzale Vittorio Gui, intitolato al fondatore della Stabile Orchestrale Fiorentina e del Maggio Musicale Fiorentino.


In treno
Santa Maria Novella è la principale stazione ferroviaria di Firenze.
Da lì è possibile arrivare in Teatro con un breve tragitto a piedi (circa 10-15 minuti) oppure prendendo la tranvia (una fermata) o un taxi.


In auto
L’Opera di Firenze è appena fuori dalla zona ZTL.
È possibile parcheggiare nei pressi del Parco delle Cascine o a pagamento nel parcheggio Porta al Prato (Via Elio Gabbuggiani, 7) e nel parcheggio di Piazza Vittorio Veneto.


In bus
Linee C1, C2 e D (fermata Leopolda);
Linee 17 e 23A-B (fermata Via delle Carra);
Linea 17B-C, 22, 23N, 23 e 57 (fermata Pierluigi da Palestrina);
Linee 29, 29B, 29BA, 29BC, 29D, 30A, 30B, 30AC, 35 e 35° (fermata Leopolda – Porta al Prato; Capolinea).


In tranvia
Linea T1 (fermata Porta al Prato – Parco della musica).

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