Tosca

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Passione, sangue e tradimento nel thriller tragico di Puccini.

 

Roma trema sotto il pugno di ferro di Scarpia. Solo la diva Tosca osa sfidarlo, ma in un mondo corrotto l’amore non può competere con il potere. Questa storia d’amore ad alta tensione, con la sua partitura travolgente e romantica, va in scena a Glyndebourne per la prima volta.

 

Il cast della prima serie include Caitlin Gotimer nel ruolo di Floria Tosca, Matteo Lippi nel ruolo di Mario Cavaradossi e Vladislav Sulimsky nel ruolo del Barone Scarpia, con Robin Ticciati alla direzione della London Philharmonic Orchestra.

 

La seconda compagnia sarà diretta da Jordan de Souza e vedrà Natalya Romaniw come Floria Tosca, Atalla Ayan come Mario Cavaradossi e Alfred Walker come Barone Scarpia.

 

Cantato in italiano con sovratitoli in inglese.

 

 

La trama

La trama si svolge a Roma nell'atmosfera tesa che segue l'eco degli avvenimenti rivoluzionari in Francia, e la caduta della prima Repubblica Romana in una data ben precisa: sabato 14 giugno 1800, giorno della Battaglia di Marengo.

 

Atto primo

Angelotti (basso), bonapartista ed ex console della Repubblica Romana, è fuggito dalla prigione di Castel Sant'Angelo e cerca rifugio nella Basilica di Sant'Andrea della Valle, dove sua sorella, la marchesa Attavanti, gli ha fatto trovare un travestimento femminile che gli permetterà di passare inos­servato. La donna è stata ritratta, senza saperlo, in un quadro dipinto dal cavalier Mario Cavaradossi (tenore). Quando irrompe nella chiesa un sagrestano (basso), Angelotti si nasconde nella cappella degli Attavanti. Il sagrestano, borbottando (...e sempre lava...), mette in ordine gli attrezzi del pittore che di lì a poco sopraggiunge per continuare a lavorare al suo dipinto (Recondita armonia...). Il sagrestano finalmente si congeda e Cavaradossi scorge nella cappella, Angelotti che conosce da tempo e di cui condivide la fede politica. I due stanno preparando il piano di fuga, ma l'arrivo di Floria, Tosca (soprano), l'amante di Cavaradossi, costringe Angelotti a rintanarsi di nuovo nella cappella. Tosca espone a Mario il suo progetto amoroso per quella sera (Non la sospiri la nostra casetta...). Poi, riconoscendo la marchesa Attavanti nella figura della Maddalena ritratta nel quadro, fa una scenata di gelosia a Mario che, a fatica (Qual occhio al mondo...), riesce a calmarla e a congedarla.

Angelotti esce dal nascondiglio e riprende il dialogo con Mario, che gli offre protezione e lo indirizza nella sua villa in periferia. Un colpo di cannone annuncia la fuga del detenuto da Castel Sant'Angelo; Cavaradossi decide allora di accompagnare Angelotti per coprirlo nella fuga e portano con loro il travestimento femminile, dimenticando però il ventaglio nella cappella.

La falsa notizia della vittoria delle truppe austriache su Napoleone a Marengo fa esplodere la gioia nel sagrestano, che invita l'indisciplinata cantoria di bambini a prepararsi per il Te Deum di ringraziamento. Improvvisamente sopraggiunge con i suoi scagnozzi il barone Scarpia (baritono), capo della polizia papalina che, sulle tracce di Angelotti, sospetta fortemente di Mario, anch'egli bonapartista.

Per riuscire ad incolparlo ed arrestarlo e poter quindi scovare Angelotti, egli cerca di coinvolgere Tosca, ritornata in chiesa per informare l'amante che il programma era sfumato in quanto ella era stata chiamata a cantare a Palazzo Farnese per festeggiare l'avvenimento militare (Ed io venivo a lui tutta dogliosa...). Scarpia suscita la morbosa gelosia di Tosca usando il ventaglio dimenticato nella cappella degli Attavanti. La donna, credendo in un furtivo incontro di Mario con la marchesa, giura di ritro­varli. Scarpia, che ha raggiunto il suo scopo, la fa seguire (Tre sbirri, una carrozza, presto...). Mentre Scarpia pregusta la sua doppia rivalsa su Cavaradossi - ucciderlo e prendergli la donna - comincia ad affluire gente in Chiesa per inneggiare alla vittoria e a cantare il Te, Deum.

 

Atto secondo

Mentre al piano nobile di Palazzo Farnese si sta svolgendo una grande festa alla presenza del Re e della Regina di Napoli, per celebrare la vittoriosa battaglia; nel suo appartamento Scarpia sta consumando la cena. Spoletta (tenore) e gli altri sbirri conducono in sua presenza Mario che è stato arrestato. Questi, interrogato, si rifiuta di rivelare a Scarpia il nascondiglio di Angelotti e viene quindi condotto in una stanza dove viene torturato.

Tosca, che poco prima aveva eseguito una cantata al piano superiore, viene convocata da Scarpia, il quale fa in modo che ella possa udire le urla di Mario. Stremata dalle grida dell'uomo amato, la cantante rivela a Scarpia il nascondiglio dell'evaso: il pozzo nel giardino della villa di Cavaradossi. Mario, condotto alla presenza di Scarpia, apprende del tradimento di Tosca e si rifiuta di abbrac­ciarla. Proprio in quel momento arriva un messo ad annunciare che la notizia della vittoria delle truppe austriache era falsa, e che invece è stato Napoleone a sconfiggere gli austriaci a Marengo. A questo annuncio Mario inneggia ad alta voce alla vittoria, e Scarpia lo condanna im­mediatamente a morte, facendolo condurre via. Disperata, To­sca chiede a Scarpia di concedere la grazia a Mario. Ma il barone acconsente solo a patto che Tosca gli si conceda. Inorridita, la cantante implora il capo della polizia e si rivolge in accorato rimprovero a Dio (Vissi d'arte, vissi d'amore). Ma tutto è inutile: Scarpia è irremovibile e Tosca è costretta a cedere. Scarpia convoca quindi Spoletta e, con un gesto d'intesa, fa credere a Tosca che la fucilazione sarà simu­lata e i fucili caricati a salve. Dopo aver scritto il salvacondotto che permetterà agli amanti di raggiungere Civitavecchia, Scarpia si avvicina a Tosca per riscuotere quanto pattuito, ma questa lo accoltella con un coltello trovato sul tavolo. Quindi prende ilsalvacondotto dalle mani del cadavere e, prima di uscire, pone religiosamente due candelabri accanto al corpo di Scarpia, un crocifisso sul suo petto, e finalmente esce.

 

Atto terzo

È l'alba. In lontananza un giovane pastore canta una malinconica canzone in romanesco. Sui bastioni di Castel Sant'Angelo, Mario è ormai pronto a morire e inizia a scrivere un'ultima lettera d'amore a Tosca, ma, sopraffatto dai ricordi, non riesce a terminarla (E lucevan le stelle). La donna arriva inaspettatamente e spiega a Mario di essere stata costretta ad uccidere Scarpia. Gli mostra il salvacondotto e lo informa quindi della fucilazione simulata. Scherzando, gli raccomanda di fingere bene la morte. Ma Mario viene fucilato veramente e Tosca, sconvolta e inseguita dagli sbirri che hanno trovato il cadavere di Scarpia, grida "O Scarpia, avanti a Dio!" e si getta dagli spalti del castello.

Programma e cast

Team creativo
Direttore: Robin Ticciati 21 maggio – 22 giugno; Jordan de Souza 4 – 30 agosto
Regia: Ted Huffman
Scene: Nadja Sofie Eller
Costumi: Astrid Klein
Luci: DM Wood

 

London Philharmonic Orchestra
The Glyndebourne Chorus

 

Cast
Floria Tosca: Caitlin Gotimer 21 maggio – 22 giugno; Natalya Romaniw 4 – 30 agosto
Mario Cavaradossi: Matteo Lippi 21 maggio – 22 giugno; Atalla Ayan 4 – 30 agosto
Barone Scarpia: Vladislav Sulimsky 21 maggio – 22 giugno; Alfred Walker 4 – 30 agosto
Cesare Angelotti: Kristian Lindroos
Sagrestano: Federico De Michelis
Spoletta: Didier Pieri
Sciarrone: Michael Ronan

 

Orari dello spettacolo
Gli orari sono soggetti a variazioni.

 

21 e 30 maggio
3, 6, 10, 13, 16, 19, 22 giugno
Apertura parco: ore 15.30
Inizio opera: ore 17.30
Intervallo 20 min.: ore 18.15
Ripresa: ore 18.35
Intervallo 90 min.: ore 19.15
Ripresa: ore 20.45
Fine opera: ore 21.15

 

24 maggio
4, 7, 10, 13, 15, 18, 20, 24, 27, 30 agosto
Apertura parco: ore 14.00
Inizio opera: ore 16.00
Intervallo 20 min.: ore 16.45
Ripresa: ore 17.05
Intervallo 90 min.: ore 17.45
Ripresa: ore 19.15
Fine opera: ore 19.45

Glyndebourne

I fondatori di Glyndebourne, John Christie e la moglie Audrey Mildmay, hanno aperto il primo Festival qui nel 1934. Oggi il nostro auditorium di fama mondiale e gli standard di eccellenza sono la testimonianza dell'ethos originale di John: non solo il meglio che possiamo fare, ma il meglio che possiamo fare ovunque.


Negli anni successivi, Glyndebourne ha continuato ad essere guidato dalla famiglia Christie, George Christie seguito da George Christie nel 1962 e poi da suo figlio Gus, ora Presidente Esecutivo, nel 2000.

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