La varietà è una merce rara nel grigio villaggio raffigurato da Gaetano Donizetti e dal librettista Felice Romani – l’unica prospettiva oltre i confini soffocanti di questa provincia sembra essere l’illusione di una vita da eroe in guerra, anche se ciò può significare una morte prematura.
Ma che miracoli può fare una bottiglia di Bordeaux! Il timido Nemorino prende coraggio e inizia a corteggiare Adina con passione, dopo solo qualche sorso dell’elisir d’amore acquistato dal ciarlatano Dulcamara. E il filtro fa subito effetto: Nemorino si trasforma in un audace innamorato, disposto a morire sul campo pur di non vedere Adina tra le braccia del vigoroso sergente Belcore. L’ambiziosa Adina non riesce a resistere al fascino del nuovo Nemorino – e persino Dulcamara resta sbalordito dall’energia e dal cambiamento provocati dal suo inganno: un mondo cupo, pieno di desideri inappagati, si riempie all’improvviso di colore e fantasia.
E allo spettatore resta la speranza che anche lui possa essere trasformato da questa musica.
TRAMA
Atto Primo
Nemorino è innamorato di Adina, ma non ha nessuno con cui confidarsi – tanto meno la donna che ama. La ammira profondamente: per lui è intelligente, bella e affascinante. Al contrario, si vede come stupido e povero.
Adina è invece presa dalla storia di Tristano e Isotta, che sta leggendo. Inoltre, mostra interesse per Belcore, un sergente giunto in paese con la sua compagnia. Belcore non perde tempo e le propone subito matrimonio, sollecitandola ad accettare rapidamente: nozze domani e partenza per il fronte dopodomani.
Nemorino si decide a parlare: dichiara ad Adina il suo amore disperato. Ma lei lo respinge dicendogli che i suoi sentimenti sono vani e che farebbe meglio a occuparsi del vecchio zio malato.
Per Nemorino sembra arrivare un’occasione inaspettata: il dottor Dulcamara, venditore ambulante di pozioni miracolose. Nemorino gli chiede dell’elisir d’amore di cui ha sentito parlare nella storia di Tristano e Isotta. Dulcamara, colto l’affare, gli vende una bottiglia (in realtà Bordeaux puro) promettendogli che entro 24 ore conquisterà l’amata.
Appena bevuto il filtro, Nemorino si sente già più sicuro: non sembra più preoccuparsi del matrimonio imminente di Adina. Questo suo distacco incuriosisce Adina, che decide di sposare Belcore lo stesso giorno. Nemorino è sconvolto: il tempo gli sfugge.
Atto Secondo
Durante i festeggiamenti nuziali, Dulcamara canta una barcarola con Adina. La canzone narra di Nina, una giovane gondoliera che rifiuta le ricchezze di un senatore per amore del povero Zanetto.
Nemorino, ormai disperato, chiede un’altra dose di elisir, ma Dulcamara vuole 20 scudi – somma che Nemorino non possiede. Belcore approfitta della situazione: gli offre i 20 scudi se si arruola. Nemorino accetta senza esitare.
Nel frattempo, si diffonde la notizia che lo zio di Nemorino è morto lasciandogli una fortuna. Nemorino, ancora ignaro, interpreta l’improvviso interesse delle ragazze del villaggio come effetto dell’elisir.
Anche Adina, ignara dell’eredità, è sorpresa dalla popolarità di Nemorino. Da Dulcamara scopre che il motivo del cambiamento sarebbe il filtro d’amore. Dulcamara le offre una dose anche a lei, ma Adina rifiuta: preferisce contare sul proprio giudizio.
Per compassione, Adina riscatta Nemorino dal contratto militare. Ma lui è pronto a morire in guerra piuttosto che vivere senza di lei. Solo allora Adina confessa i suoi veri sentimenti, rompe il fidanzamento con Belcore, che non ha altra scelta che partire.
Nemorino è al settimo cielo e attribuisce il successo all’elisir di Dulcamara – che, a sua volta, resta incredulo di fronte ai miracoli provocati dalla sua "pozione".